domenica 19 aprile 2009

Il re e il maniscalco

Il re conobbe il giovane maniscalco. "Tu ami i cavalli in un modo che mi piace" gli disse seduto sul suo trono di velluto rosso, sorseggiando un fresco intruglio di mirtilli e menta.
"Sono lieto sire, della simpatia che mi riconoscete" rispose il maniscalco con gli occhi luccicanti, le mani raccolte e un po' di sudore sulle tempie.
"Verrai a stare qui e ti occuperai delle stalle imperiali" concesse il re.
"Dunque mi assumete presso la vostra corte maestà. E' una bellissima notizia, grazie di cuore" fece il ragazzo vestito di stoffe consunte.
"Maniscalco - lo incappiò il re - io non ho detto che ti assumo. Tu avrai modo di prenderti cura degli stalloni e dei puledri delle tenute regali, potrai provare i tuoi ferri sugli zoccoli dei miei purosangue, ti concederò di montarli e di accompagnarmi nelle cavalcate di corte. Crescerai in esperienza e un giorno forse potrai guadagnare degnamente dal tuo lavoro. Fino ad allora tu mi sarai debitore. Questa è una grande occasione per te e dovrebbe bastarti" sentenziò il re rifuggendo abilmente ogni remora morale.
"Maestà, sono onorato della fiducia che concedete di riporre sulla mia persona, ma con tutto rispetto sire, vi prego di non confondere la grande passione che nutro per i cavalli con la possibilità di riconoscermi meno del dovuto".
Il re, colto da una sfrontatezza che non s'aspettava simulò una risata nervosa: "Prendi i tuoi attrezzi maniscalco e portali altrove. Stavo per concederti l'accesso al paradiso, ma mi sbagliavo. La tua arroganza ti vedrà povero e servo per tutta la vita".
Poi chiamò la guardia reale e fece allontanare il giovane maniscalco.

2 commenti:

  1. Ci sono ancora editori di questo stampo?...e si purtroppo esistono ancora :(

    RispondiElimina
  2. Bella favola, rispecchia la realtà, ma non solo per quanto riguarda gli editori secondo me, ma per tutto il mondo del lavoro. Siamo una generazione di maniscalchi.

    RispondiElimina