mercoledì 19 novembre 2008

La volpe, l'uva e il gioco della curiosità




Fatte foto per la Botte e il Cilindro.
Ieri mattina il Ferroviario pullulava di bimbetti della scuola elementare con le felpine e le scarpette da tennis, i giubbottini e la pellicetta sul bordo del cappuccio, le codette e i capelli a spazzola, i sorrisi smaglianti, le scintille d'entusiasmo improvviso e all'apparenza immotivate e Simone che grida alla maestra "Maè, io qui ci sono già venuto una volta, quando c'ero venuto", e le maestre a scherzare anche loro in preda a una volatile frivolezza da signore in gita.
Quanto sbaraglio mentre passo col cavalletto della macchina fotografica, non di certo un manfrotto, in mezzo allo sciame di cappellini e frangette in agitazione. Oltre il portone verde in ferro i camerini sono immersi nella calma.

Di scena tutti gli animali delle storie di Esopo. Il lupo, l'agnello, il topo di campagna e il topo di città, la volpe e la cornacchia e le facce indescrivibili di Luisella e Nadia e Stefano a far ridere la sala dal più grandetto sino all'ultimo primino.

Prova a invitare una platea di studenti delle superiori, alla fine di uno spettacolo teatrale, a fare qualche domanda: dopo un primo tentativo andato miseramente a vuoto s'alzeranno due, forse tre manine intirizzite.
Prova a farlo con un centinaio di ragazzini e ragazzine delle medie. Le mani interventiste potranno arrivare a sei, sette, esagerando dieci.
Ma tu prova a chiedere di formulare una domanda sullo spetatcolo a una platea di bimbetti fra i cinqueemezzo e i dieci anni: alzeranno tutti la mano, ma proprio tutti, anche chi non ha un cazzo da chiedere, l'importante è partecipare. Simone e Massimiliano dal mixer avranno difficoltà a vedere i loro amici sul palco, e il video di Consuelo sembrerà girato durante un concerto dei pink floyd.
Una bimbetta se ne sta col braccino sospeso per aria da venti minuti quando il dito di Luisella dal palco la sceglie fra tutti i compagnetti, e come da un sonno ipnotico la bimbetta si ritrova sveglia in teatro col braccio alzato e senza alcuna domanda da porre.

Finchè siamo piccoli pensiamo di avere mille cose da chiedere e non ci facciamo troppi scrupoli. Col tempo però può capitare di imparare a non mettere più in gioco la nostra sana curiosità.
E abbassiamo la mano.

9 commenti:

  1. La tua descrizione di una mattinata in teatro è perfetta. Rimani sempre la mia giornalista preferita, e anche la mia fotografa. Come velista... te lo dirò quando batterò il mal di mare.

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  2. Belin...ma come l'è che riesci a scrivere il vero?

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  3. brava, bella descrizione :-)
    commento con un nuovo account di blogger, ma... per farmi apparire "in chiaro", devi fare delle modifiche nelle impostazioni, in modo che i commenti siano aperti anche a chi ha un blog... non blogger!

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  4. già tre commenti... mi sa che è chiara la strada che deve prendere il tuo blog: parlare di bimbi... metticeli in mezzo sempre, e vedrai contatti e commenti: "una frangetta spunta durante una regata", "il figlio del sindacalista ritiene che", "il futuro frugoletto della cazzeggiatrice invece pensa"...
    però c'hai ragione: siamo aridi di curiosità, anche i giornal(a)isti

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  5. Ciao Marzia, quindi per commentare hai fatto una trafila!!grazie. Ma ho bisogno disperato di un tecnico!!
    Simone, tu sei il mio mixerista preferito!!
    Corvo Joe è bravissimo lui a dire il vero coi suoi codici labirintici da scala di escher;-)
    Rè, ho appena intervistato un sindacalista sul petrolchimico. Gli ho chiesto cosa ne pensa suo figlio;-) mi ha detto: sono troppo giovane per averne. allora gli ho detto che non lo citerò. può andare?

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  6. bravissima, la reticenza e l'alterigia del sinadacalista sono irritanti (cos'è, cgil?), tra l'altro oggi è la giornata mondiale dell'infanzia e dunque vai liscia con soprusi e diritti negati. Comunque vorrei rinascere bambino, arrivare a dieci anni e poi rinascere ancora e ancora: alla decima volta, forse, ne avrò capito qualcosa...

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  7. Quando su quel palco riesci a stare in bilico come su una trave retta da cento piccole mani e il tuo respiro entra in sincronia con quei cinquanta piccoli respiri, allora anche tu giochi al gioco della curiosità.
    "Complimenti per lo sguardo Rob"

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  8. concordo...normalmente a tutti gli spettacoli, con l'aria che tira, la gente preferisce manco andarci e se ne sta seduta al baretto silente ma con le mani abbassate lo stesso, dannati segaioli. iniziativa, provvedimento, sprone.

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