Non voglio chiedere a Bernardo Soares cosa pensi del viaggio. Non voglio sentire risposta. Per fortuna è solo un immaginario disperato il suo. O è meno disperato del mio che spizzico vita al passaggio dei piedi lesti e sudati che indosso, davanti alla vita altrui, in un luogo non mio, in un viaggio reale di parole inventate?
Non chiedo a nessuno. Vedo vite scorrere e facce di un asiatico che non conoscevo tra le quali quella che mi presenta si confonde bene.
Sto spillando notizie da un mondo che può tranquillamente vivere senza il mio guardare.
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domenica 2 agosto 2009
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