Visualizzazione post con etichetta oceano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oceano. Mostra tutti i post

venerdì 11 febbraio 2011

In sintesi


E' un audiovisivo. Cliccate sull'immagine.

martedì 25 gennaio 2011

Cos'è Saint Maarten?




















24 gen, ore1

Tuffo. Acqua verde, fondo invisibile. Ho una spina conficcata nel fianco. Mentre pulisco il fianco del Two Moons. La spugnetta è consumata. Il nero viene via lento. Quanto tempo fa è sfumato l’oceano? Dove abbiamo messo le balene improvvise al giardinetto?
Fin dove ho potuto ho navigato.

25 gen, ore3
Bianco brillante. L’acquamarina, sul bordo turchese dell’orizzonte e gli alberi maestri.
La luce vivida degli oggetti. La vista schiarita. Dovrei restare. Dovrei andare. Ma ci sono nubi vaporose sullo skyline. Il sole fermo, caldo, coccola le ossa.
L’acqua, dentro. Finalmente.
Respiro, benedizione.
Il mare salato e dolce che avevo dimenticato.
Lo ritrovo sul finale.

Che sarà domani a quest’ora Saint Maarten? Che sarà l’acquamarina? e il sole dolce?

La fine dei Caraibi è su quella pista. Lunga liscia, sopra la spiaggia.
La spina nel fianco è questa.
Ci sono troppi aerei che partono. Decollano in continuazione.
E non li vedo mai atterrare.

sabato 15 gennaio 2011

Le coste di casa mia

Non so se sia una questione di privilegio, di fortuna, di determinata ricerca del sogno, fattostà che nei giorni scorsi, per un tempo che mi è parso infinito, ho avuto modo di vivere in mezzo all'oceano più vasto. Qualcosa che non avevo mai visto e che nemmeno l'immaginazione aveva mai potuto anticiparmi.
Credevo e speravo che non sarebbe finito più. Tanto blu. Il plancton s'illuminava la notte. L'urlo stridulo di qualcosa mi avvisava, ad un certo punto, di una presenza insolita, mentre ero sola sul pozzetto del Two Moons, nella mia guardia. Poi la testa di una balena spuntava gigante a non più di cinque metri da me.
Era strano incontrare qualcosa nell'acqua. Qualunque cosa galleggiasse, o si trovasse nei dintorni, tanto era rara -  un foglio di plastica, un pezzo di legno, il volo di un uccello - lo guardavi a lungo scorrere oltre lo scafo, finchè la vista non si perdeva. Intanto potevo chiedermi: cosa è? da dove viene? a chi è appartenuto questo pezzo di niente galleggiante prima di arrivare qui? Da quale lido è partito?
Stavo dentro un pezzo del nostro piccolo mondo, inabitato e limpido. Un luogo dove nessuno può avere casa, non essendo balena. E che pure fa parte di questo pianeta.
Ho il rimpianto di sapere che non c'è sapienza di questo bene infinito. Perchè il senso dell'infinito è solo l'illusione che nasce dal nostro essere minuscoli.
Adesso, sotto un caldo torrido, torno al mondo occupato e scopro.
Casa mia, devastata dall'insulto delle petroliere.
Voglio gridare. Voglio che pianga il vento.
E' come se tutto l'oceano fosse collassato dentro una fossa nera. Come muoiono lentamente le coste davanti alla mia veranda, invase di olio combustibile, o quelle della Florida, così morirà l'oceano infinito. E improvvisamente vedremo che non c'era niente di infinito, eccetto per la nostra terribile stupidità.

martedì 21 dicembre 2010

Feste in oceano

Massimo al sailor's bar ha appena chiuso. Canarie arrivederci.
Domani si muovono le isole.
Natale e capodanno in oceano, comandà? Si, mi pare che sarà così.
Perciò auguri a tutti voi.
Il battello vi pensa

sabato 18 dicembre 2010

Arrivi e partenze a Las Palmas

Al mattino la marina è tranquilla. Sulla barca accanto la proprietaria ha già cominciato come ogni giorno a lavorare. Chiude gli osteriggi, tira fuori la manichetta dell'acqua, ordina le manovre in coperta, si gira verso il Two Moons, buenas dias mi dice. Il resto del mio equipaggio si sveglia pian piano. Eccoli in pozzetto mentre il sole guizza di tanto in tanto fra i cumuli bianchi di nuvole e scalda oltre la normale logica di ciò che per me significherebbe dicembre. Com'è dolce ingannare la stagione con la geografia.
A breve verrà il velaio a restituirci la randa strappata in mezzo all'atlantico. Quanti danni da risolvere, mentre la meteo non ci consentirà di partire prima di lunedì. Natale e capodanno saranno moltissimi meridiani più a ovest di Greenwich, lontani da ogni terra. Verrà forse a confondermi ancora il senso dei confini. L'orizzonte potrebbe prendersi gioco di noi e farci credere di navigare in un mare chiuso, o in questo modo dirci la verità.
La barca è un recinto oltre cui non c'è scampo.
Il porto è una porta.
Arrivare, partire, il dondolìo, l'onda, il sole, il mattino, le nuvole, il buio, la notte, l'andare, il rollare, il sogno, le guardie, l'oceano. Chi riuscirà a decidere a che cosa assomiglia di più il proprio animo?
Pensi che tutto sia incredibile? Tutto stupefacente? O sei solo uno scafo che tiene una rotta monotona, un pugno di intestini prigionieri dentro un breve cortile in vetroresina e galleggi per via di forze di cui non sei artefice nè ingegnere. Siamo forse gli esploratori del già dato.
Al piccolo bar davanti al molo arrivano naviganti ed aspiranti. Se ne stanno tutti là al bancone, bevono birre, mangiano patate fritte e puntillas, appendono al muro annunci di carta. Chiedono l'atlantico, il grande passaggio per l'ovest, chiedono tutti di sbarcare nell'altrove superando con le vele l'oceano.
Io mi godo lo strascico del piccolo tratto di oceano passato e già così di nuovo lontano.
Sono trascorsi quattro giorni e quattro notti dall'attracco a Las Palmas. Sembra un tempo infinito.
Mi piace strisciare la suola delle infradito sull'asfalto mentre mi reco ai bagni del marina per fare una doccia bollente.

giovedì 25 novembre 2010

Direzioni e distanze


L'obiettivo che Mercatore si era prefissato era di realizzare una mappa che i marinai potessero utilizzare e sulla quale una linea retta restasse tale anche in mare. Gerardo enunciò il progetto in latino, in un riquadro esplicativo della mappa mondiale che finalmente produsse nel 1569: la proiezione, diceva, "dispiega su un piano la superficie del globo, in modo che i luoghi si trovino nella corretta posizione l'uno rispetto all'altro, per quanto riguarda sia le direzioni che le distanze, e con le corrette indicazioni di latitudine e longitudine". Il suo intento non era solo quello di aggiornare la raffigurazione corrente del pianeta, ma di produrre un nuovo tipo di mappa, con una nuova finalità, utile nella stessa misura a studiosi e a marinai, che rappresentasse la reale forma dei continenti con una distorsione minima. 
Non solo una nuova versione, ma una nuova visione del mondo. (Andrew Taylor, "Il mondo di Mercatore").




I sogni si fanno