Teresa aveva un sogno. Spicciarsi coi seni. Diventare matura. Indossare in effetti i tacchi di mamma. Con gli occhi stretti camminava sui tetti a pregare le nuvole. Se parlava al serpente gli diceva di arrotolarsi e starci tutto dentro la borsa. Lo avrebbe portato con sé, in piazza la domenica, al catechismo, in mezzo alle ore di scuola. Se parlava al pino era per dirgli degli aghi, che erano troppo pungenti e come mai avesse scelto le spine al fatto di essere fiore. Teresa se ne stava con le punte dei piedi sopra il nord della rosa dei venti fatta di sassi e cementata in giardino. Aveva due uova in tasca e le avrebbe vendute al primo arrivato. O ne avrebbe fatto omelette. Cercando Teresa chissà cosa si trova. Forse due uova, forse un serpente, forse due aghi di pino.
Oggi non c'era un sogno che andasse bene. E ho preso la frittata di un altro.
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mercoledì 4 marzo 2009
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